Enrico Tullio Pizzicannella torna ad esplorare gli antichi miti e stavolta si sofferma su figure molto particolari, che non appartengono né agli dei né agli eroi: le Erinni.

Ci sono colpe tremende, come l’uccisione del proprio padre o della propria madre, o di un fratello, che ne gettano il responsabile nella più cupa disperazione, per l’orrore del delitto commesso, fino a farlo impazzire.

Perché l’atto compiuto è naturalmente inaccettabile, moralmente insopportabile.

I Greci, nel loro racconto mitologico, hanno spesso avuto la capacità e la sensibilità di tradurre in figure ben definite questi stati d’animo estremi. Vale allora la pena accendere un faro sulle Erinni, entità punitive, primordiali e spaventose.

Perché il mito non sono solo eroi e dei, ma anche i lati oscuri dell’uomo che nel mito li definisce e, in qualche modo, ci fa i conti.

Nell’ immagine: Oreste inseguito dalle Erinni (particolare) – 1862, William-Adolphe Bouguereau (Chrysler Museum of Art – Norfolk, Usa)

Musiche: KieLoKaz – “Just Arround the World ” dall’ album Free Ganymed (FMA)

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